FEDERICO SALVATORE in: FARE IL NAPOLETANO...STANCA!

dopo "AZZ" , “L'osceno del villaggio” (2002) e “Dov'Ë l'individuo?” (2004), ecco l'ultima "fatica" dell'artista partenopeo

Dal vivo a Stazione Birra  il nuovo album FEDERICO SALVATORE (Arancia Records - Distribuzione Lucky Planets)

Esce in questi giorni il nuovo album di Federico Salvatore dal titolo "Fare il napoletano...stanca!" (su etichetta "Arancia Records, distributo da "Lucky Planets").
Continua - dopo l'album "L'osceno del villaggio" (2002) e "Dov'Ë l'individuo?" (2004) - il nuovo percorso artistico del cantautore napoletano che, pur non rinnegando gli esordi al "Maurizio Costanzo Show", quando incollava gli spettatori al televisore con le sue ballate ironiche e dissacranti ("Azz", "Ninna nanna", etc..), si propone in veste di chansonnier moderno che si rif‡ alla migliore tradizione cantautorale italiana serbando un innato gusto per il gioco semantico e la descrizione di ritratti e storie a volte grottesche ("La rosa sbocciata nera", "La macchia") a volte autobiografiche ("Nella piccola bottega della vita").

"Fare il napoletano...stanca!", dice lo stesso Federico del nuovo progetto, "Ë il riassunto del mio esilio televisivo, voluto e dovuto dopo la pubblicazione di "Se io fossi San Gennaro" che nacque con l'implicito sottotitolo di: "Funerale della marionetta Azz". In questo esilio, mascherato di libert‡, sono stato in realt‡ prigioniero in una cella-salone (con vista sul Vesuvio per l'ora d'aria) dove ho spento i 42 pollici del televisore e ho acceso la lampada sui 3000 indici dei libri che arredano le pareti. CosÏ i miei libri hanno preso luce dalla lampada e la mia testa ha preso luce dai libri. Assistito e nutrito da spremute d'amore di una compagna che rassetta la mia vita in punta di piedi e di una figlia che gioca a bassa voce, ho potuto assecondare nel silenzio la piacevole lentezza della riflessione e tradurre in canzoni gli spunti nati dalle quotidiane letture". Cosi, ad esempio, dalla lettura di Le due Napoli di Domenico Rea e L' armonia perduta di Raffaele La Capria nasce l'idea di "Fare il napoletano stanca"; "La rosa sbocciata nera" Ë una metafora grottesca ispirata da Gomorra di Roberto Saviano e da I boss della camorra di Bruno De Stefano. Eppoi, Sessanta racconti di Dino Buzzati; Jack l' uomo della Folla di Diego Cugia; Una nuvola per tappeto di Erri de Luca; Sulla strada di Jack Kerouac

"Fare il napoletano...stanca!" Ë anche la prima canzone scelta quale singolo radiofonico: un ritratto graffiante ed impietoso del napoletano medio che sposa una musica autoironica e parodistica. Arrangiato da Luigi Zaccheo, l'album, che contiene 13 tracce ed Ë elegantemente confezionato con un libretto comprendente tutti i testi delle canzoni, Ë ulteriormente impreziosito da una nuova versione della famosa canzone/denuncia "Se io fossi San Gennaro" (che su You Tube ha suprato ormai i 200mila ascolti) e da una stupenda versione del brano "Senz'arte nË parte" arrangiata ed eseguita dall'ensemble d'archi "Solis String Quartet" (gi‡ con Edoardo Bennato ed Elisa, tra i tanti artisti con cui hanno collaborato).

Oltre che nei negozi di dischi, l'album Ë anche disponibile in versione digitale sulle maggiori piattaforme di distribuzione digitale (I-Tunes, Virgin, Nokia Music Store, Amazon, tra le principali), inoltre si puÚ ordinarlo direttamente sul sito www.luckyplanets.it

www.myspace.com/federicosalvatoreofficial

www.federicosalvatore.net

 

Federico Salvatore inizia a 8 anni, da autodidatta, a suonare la chitarra. Essendo mancino non si preoccupa di invertire l'ordine delle corde, come normalmente si fa, bensì inverte il "metodo" cioè il libretto su cui sono rappresentate le posizioni delle dita. Questo dà a Federico Salvatore chitarrista una sonorità particolare e fuori dagli schemi.

La carriera da personaggio famoso la comincia vincendo il "Promoval Bravo Grazie!" del 1994 ke gli permise di partecipare alla trasmissione televisiva "Maurizio Costanzo Show", dove cominciò a proporre le sue originali micro sceneggiate a dialogo fra il partenopeo Nobile ed il napoletano povero, suscitando il divertito entusiasmo del pubblico e l'attenzione dei telespettatori. Avvenne in seguito, nel 1995, l'incontro fra Salvatore e il noto produttore fiorentino Giancarlo Bigazzi (componente degli Squallor, band amata da Federico). Egli scopre il talento di Federico e riporta al successo, insieme alle nuove, delle canzoni contenute in vecchi album (che, come ho detto, erano diffusi solo in Campania perciò sono state dovute adattare ad una diffusione nazionale).

Il 1995 fu così un anno d'oro per il cantante-cabarettista partenopeo. Egli ottiene infatti un enorme successo per la sua simpatia e capacità di raccontare le storie della gente comune. Difatti il suo CD "Azz" raggiunge subito un successo discografico di oltre 500000 copie vendute, successo continuato dal suo secondo cd da personaggio famoso: "Il mago di Azz" (registrato prima della pubblicazione di un libro con l'omonimo titolo) tanto da vincere due dischi di platino nel 1995. Partecipa tra l'altro al Festivalbar come ospite fisso e alla quarantaseiesima edizione del festival di Sanremo con "Sulla porta" (Salvatore - Bigazzi - Dati) classificandosi al tredicesimo posto. Il successo nazionale continua con "Coiote Interrotto", ma esso è anche l'ultimo poiché il cantautore sparisce per un po' dalle scene.

Nel 2000 partecipa ad una trasmissione campana (Avanzi Popolo) dove l'amore del pubblico lo induce a scrivere un nuovo cd: "L'azz 'e bastone". Dopodiché, il 2001 lo vede partecipe di spettacoli teatrali intitolati "Mutamento".

Conduce poi il Festival di Napoli 2001, dove, senza neanche una casa discografica, canta "Se io fossi San Gennaro", un pezzo un po' forte che ha suscitato parecchie critiche. Il singolo è stato una presentazione dell'album uscito invece nel 2002: "L'osceno del villaggio".

 

Video

Federico Salvatore

Guarda