CHRIS FIELD - Special guest: Deadbeats & I Soliti Ignoti - ingresso libero

Welcome back to the 60s...

La famiglia di Chris Field é sempre stata stravagante e coraggiosa. Il suo bisbisnonno Matthew Webb (qualcuno direbbe un pazzo, altri un eroe) fu il primo uomo ad attraversare la Manica a nuoto, salvò dall'annegamento un uomo caduto in mare durante una transoceanica Liverpool-New York su un battello a vapore, ed ebbe infine la peggio durante una nuotatina nelle cascate del Niagara. Due generazioni più tardi, il nonno di Chris Ron McFarlane usava intrattenere il nipotino con una chitarra. E' così che il seme di quell'essenza un po' vagabonda e un po' malinconica é stata trasmessa ad un giovanissimo Chris Field, i cui occhi si illuminavano davanti al nonno che intonava canzoni country.

Nato e cresciuto in una colonia britannica nella piccola città canadese di Dundas, Chris compra la sua prima 6 corde ad un monte dei pegni per 2 dollari. I cuginetti gli mandano dall'Inghilterra nastri dei Beatles e degli Stones, e la passione di Chris per gruppi come gli Small Faces fa sì che fin da subito tutti gli appartenenti alla piccola comunità si accorgano di quanto questo giovane talento sia diverso da loro. All'età di 18 anni Chris si libera dalle manette della piccola città e sale a bordo di un Greyhound per Vancouver con la sua chitarra. Senza soldi e con l'imitazione di una Fender Stratocaster, Chris si ritrova comunque ben presto a frequentare i locali più underground, arrivando ad aprire i concerti di John Spencer Blues Explosion e suonando a party privati con artisti come Pinetop Perkins e Sonny Rhodes. Da lì al ritrovarsi al Railway Club a parlare col compianto giornalista Hunter S. Thompson degli indiani d'America, sorseggiando Jack Daniel's e fumando Marlboro rosse a catena come nella miglior tradizione rock n'roll, il passo é breve. Nemmeno Chris sa come siano successe tutte queste cose, ma certamente gli sono successe, e in brevissimo tempo.

Quando la scena di Vancouver comincia a sbiadire, Chris si sposta a Toronto dove, a sua insaputa, sta già diventando una specie di eroe. Le voci su di lui sono molte ed il pubblico che lo attende é folto e scatenato: Chris arriva a suonare con Super Furry Animals e con le leggendi giapponesi del garage punk Guitar Wolf. Le influenze britanniche di Chris si adattano bene al tipo di musica che si sta diffondendo in quel periodo, e Chris decide di incidere e far uscire il suo omonimo album di debutto. Molto apprezzato dalle radio, il disco provoca un'impennata nelle richieste di concerti, tanto da finire col diventare un vero e proprio tour del Canada.

Per un'altro fortunato evento Chris Field incontra un'altra leggenda del rock, Bob Rose, che sta producendo Julian Lennon a Toronto e a cui é stata consegnata una copia del disco di Chris da uno scrittore del Sun. Il telefono squilla, ed é Bob che lo ha scovato e che insiste perchè Chris si faccia un viaggetto in Inghilterra, dove potrebbero buttar giù insieme un nuovo disco. Sul volo da New York a Londra i due incontrano una vecchia amica di Bob Rose, Sam Brown. Sam sta tornando da una session di registrazione con la sua band e ha sentito (e adorato!) la musica di Chris. Prima che l'aereo tocchi terra l'accordo é raggiunto: Sam farà una delle sue rare eccezioni e parteciperà all'album di un altro artista, Chris Field. Make It Tonight é il risultato.

Le cose sono successe molto in fretta: Chris si é ritrovato a vivere a Londra, in un appartemento in Powis Square su Notting Hill, ha registrato ai Rockfield Studios famosi per essere i preferiti della regina e agli Air Studios di sir George Martin. E' stato proprio "il quinto Beatles" ad apporre il suo sigillo regale di approvazione al mix finale, mentre in studio andavano e venivano personaggi del calibro di Ray Davies, mitico frontman dei Kinks. Prendete Nigel Harrison, bassista dei Blondie e degli Stooges di Iggy, Robbie Blunt, chitarrista di Robert Plant e dello stesso Iggy, e Manny Elias, batterista dei Tears For Fears e Peter Gabriel. Aggiunceteci una sezione di fiati curata dalla leggendaria Sam Brown. Al timone di questa fantaband, il giovane canadese Chris Field. Ecco il risultato: una delle migliori combinazioni di musicisti che potreste mai immaginare. Nothing great is easy era una delle massime preferite dal bisbisnonno di Chris. E certamente il debutto di Chris Field nel mondo della musica é costato coraggio, sudore, ed anche il riattraversamento al contrario dell'Atlantico. Ma il risultato é un disco potente e trascinante, semplicemente irresistibile.


LINE UP
CHRIS FIELD - chitarra, voce
ROBBIE BLUNT - chitarra (Robert Plant, Tom Petty, Julian Lennon, Clannad)
CLIVE DEAMER - batteria (Portishead, Robert Plant, Hawkwind, Jeff Beck, Waterboys)
BILLY FULLER - basso (Robert Plant)


Website :  www.chris-field.com

Special guest: Deadbeats & I Soliti Ignoti (inizio ore 21.30)


DEADBEATS


Band
Riccardo Carotenuto  - vox, guitar
Giammarco Amirelli  - guitar, backing vocals
Simone Cicchinelli - bass
Marco Lombardo  - drums

La band nasce nel 2003, dopo alcuni cambiamenti la formazione si stabilizza nel 2008. Con l'avvento del nuovo batterista Marco Lombardo, e del bassita Simone Cicchinelli, i due membri fondatori Riccardo Carotenuto e Gianmarco Amicarelli trovano lo spunto per continuare con il progetto deadbeats. I deadbeats dal 2003 al 2008 suonano nei maggiori locali undergrond di Roma e come gruppo spalla agli Editors al centrale del tennis. Il risultato è un rock che si ispira a gruppi come Clash, Ramones, Libertines, Artic Monkeys... indie rock senza compromessi! Nel gennaio 2009 uscirà il primo lavoro pubblicato da etichetta indipendente.

My Space : www.myspace.com/deadbeatsmusicband

20081203 CHRIS FIELD - Special guest: Deadbeats & I Soliti Ignoti