I SING THE BODY ELECTRIC
40 ANNI DI JAZZ-ROCK
Direzione artistica Gianfranco Salvatore e Luciano Linzi
con la collaborazione di Guido Bellachioma
Roma, Casa del Jazz e Stazione Birra
gennaio 2008
“I SING THE BODY ELECTRIC” (dall’Ode al corpo elettrico di Walt Whitman, rilanciata in musica da Joe Zawinul e dai Weather Report) è il titolo di una lunga rassegna monografica che dominerà il mese di gennaio alla Casa del Jazz e alla Stazione Birra, attraverso concerti ma anche incontri con i maestri internazionali del passato e del presente, ascolti e visioni di documenti sonori e filmati spesso inediti, nella rievocazione storica e non meramente nostalgica di un linguaggio che, dopo quarant’anni, continua a rinnovarsi e a fecondare le musiche più diverse della scena contemporanea.
“I SING THE BODY ELECTRIC. 40 ANNI DI JAZZ-ROCK” vuole proporre il 2008 come anno del jazz-rock: del jazz elettrico, del rock d’avanguardia, e di tutte le correnti musicali che in qualche modo sono oggi eredi del quarantennale eclettismo, dell’atteggiamento antidogmatico, della visione aperta e globale delle culture musicali a cui il jazz-rock ci ha educato.
“I SING THE BODY ELECTRIC. 40 ANNI DI JAZZ-ROCK” propone una riflessione sulla natura, i linguaggi e le utopie delle musiche contemporanee, a partire da una corrente stilistica la cui funzione storica e influenza musicale meritano di essere ricostruite e comunicate alla scena odierna, soggetta per sua natura a una tempesta di informazioni nella quale ogni giorno si rischia di perdere il contatto con le proprie origini, tradizioni, avanguardie storiche.
Quarant’anni di jazz-rock rappresentano un’esperienza che ha trasformato per sempre il volto del jazz, e non solo del jazz.
Scomodo e controverso, inizialmente aggredito e dileggiato da una critica jazzistica iperconservatrice, ma guardato con interesse da alcuni fra i più geniali musicisti sulla scena mondiale, il jazz-rock ha contribuito a sprovincializzare un jazz che dopo mezzo secolo di gloria si stava chiudendo in se stesso, incapace di interpretare la contemporaneità. Il nuovo genere, pur “figlio degenere”, aprì il jazz alla comunità delle musiche globali, imponendo negli Stati Uniti alcuni innovativi maestri europei (Zawinul, McLaughlin, Holland…), e trasformando per sempre la musica afroamericana e la musica tout court.
Il jazz-rock si dimostrò aperto non solo alle sonorità e ai ritmi del rock, ma alla “cultura pop” in senso lato, ai nuovi strumenti espressivi (non solo musicali), ai nuovi media; sensibile al pubblico giovanile, che si era totalmente allontanato dal jazz, e a tutte quelle suggestioni culturali e pratiche sociali nuove di cui i giovani erano portatori; apolide e poliglotta, in grado di trascinare nel suo vortice sonoro anche le tradizioni dell’Africa e dell’Asia, del Mediterraneo e del Nordeuropa.
Il jazz-rock ha proposto un inedito esperanto internazionale, intergenerazionale e interclassista, che per la prima volta ha sintetizzato, dall’interno della musica afroamericana, l’idea della fonosfera quale espressione di una comunità globale e postmoderna, capace di relazionarsi alle più intriganti sottoculture giovanili, ma anche di sfidare il tempo e la storia coniugando il futuribile e l’ancestrale in un medesimo flusso sonoro.
Quella sfida non si è mai interrotta, e prosegue ancora oggi.
1968: Jimi Hendrix è primo in classifica con l’album “Electric Ladyland”. James Brown inventa una nuova dimensione del funk e dell’orgoglio nero. Miles Davis, che li venera entrambi, usa strumenti e ritmi estranei alla tradizione del jazz, e si affida per la prima volta alle innovative composizioni di un musicista austriaco, Joe Zawinul. Contemporaneamente, alcuni pionieri tra New York e la California, anche neri ma soprattutto bianchi, cominciavano a inserire nelle architetture jazzistiche sonorità riprese dalla musica pop e soul
Nasceva il jazz-rock, noto anche come “jazz elettrico”, che oggi compie quarant’anni. Splendido quarantenne, visto che da allora in poi il jazz non ha più disdegnato i colori delle tecnologie elettroniche e l’uso di ritmi che, da quelli “binari” di un rock semplice e diretto, si sono allargati ad includere metri e scansioni provenienti da tutto il mondo, secondo la lezione dello stesso Miles Davis e dei suoi allievi. “Allievi” a loro volta artefici di altre straordinarie esperienze di ibridazione e contaminazione, in gruppi dai nomi leggendari come Weather Report, Mahavishnu Orchestra, Headhunters e Return To Forever.
Dai compianti Miles Davis e Joe Zawinul agli ancora attivissimi Chick Corea e Herbie Hancock, John McLaughlin e Wayne Shorter, tutti i maestri degli anni Settanta – assieme a ulteriori e successivi “allievi” come Jaco Pastorius e Stanley Clarke, John Scofield e Mike Stern, e a nuovi arrivi come Pat Metheny e i fratelli Brecker – hanno sviluppato il linguaggio del jazz elettrico nella “fusion music” degli anni Ottanta. In quello stesso decennio anche i maestri affermatisi negli anni Cinquanta, da Bill Evans a Oscar Peterson, vollero misurarsi almeno una volta con gli strumenti elettrici. Da Woody Herman a Gil Evans anche i leader delle principali orchestre, non più disponibili ad essere viste come i “dinosauri” del jazz, adottarono le nuove strumentazioni e volsero in jazz elettrico classici della musica pop e soul. Perfino i grandi del jazz d’avanguardia, a partire da Ornette Coleman, proiettarono le loro diverse esperienze in un jazz-funk elettrico e spesso molto complesso.
Oggi, l’eredità di tutte queste esperienze storiche – che solo a fatica si condensano in una definizione stretta quale quella di “jazz-rock” - contribuisce ad alimentare un jazz contemporaneo privo di pregiudizi, aperto ai generi e alle sonorità più diverse, senza confini espressivi e stilistici.
“I SING THE BODY ELECTRIC – 40 ANNI DI JAZZ-ROCK” si svolge sotto la direzione artistica di due persone che si sono distinte tra i principali storici, promotori ed artefici di questo movimento musicale in Italia: GIANFRANCO SALVATORE (una cattedra in Civiltà Musicale Afroamericana all’Università del Salento, una serie di libri fra cui “Miles Davis, lo Sciamano Elettrico”, una lunga esperienza di ibridazioni musicali sfociata nel 1998 nell’ideazione e direzione del festival “La Notte della Taranta”, e una parallela carriera come musicista fra jazz, etnica ed elettronica) e LUCIANO LINZI, oggi a tutti noto come direttore della Casa del Jazz, ma negli anni Ottanta e Novanta tra i più illuminati produttori discografici in Italia: fu lui a lanciare, attraverso l’etichetta Gala Records, gruppi come i Lingomania, il quartetto elettrico di Roberto Gatto, la fase elettrica di Enrico Rava, e altre significative esperienze della seconda ondata del jazz elettrico italiano, dopo la fase pionieristica di formazioni come il Perigeo e i Dedalus, gli Agorà e Picchio Dal Pozzo.
Inevitabile dunque che il programma rispecchi queste aperture ed esperienze dirette. Proiettandosi a tutto tondo fra le esperienze americane, quelle europee e in particolare quelle italiane, il palinsesto comprende tre settimane che tematizzano questi “capitoli” in senso non solo storico e geografico, ma anche per “scuole” di ieri e di oggi. Ecco dunque le sezioni “Prima di Miles”, “Miles Davis in person”, “I davisiani”, accanto a quelle sul jazz-rock europeo (inglese, francese, tedesco, italiano) e all’“Eredità del jazz-rock”.
Particolarmente nutrita si presenta la sezione italiana, con alcuni appuntamenti di valore storico che vedranno la testimonianza del Perigeo nella formazione originale: un meeting senza precedenti che, oltre a ricostruire la vicenda del gruppo-leader del jazz-rock italiano attraverso il racconto dei protagonisti, promette anche l’esecuzione in esclusiva di alcuni brani. Sempiterni i Napoli Centrale di James Senese, che tra alterne vicende e cambi di formazione rappresentano la formazione più longeva del jazz-rock italiano; ma è in programma anche un altro maestro degli anni Settanta formatosi a Napoli, Francesco Bruno, col suo nuovo trio Huacapù. Altri due gruppi storici di quel decennio, i leggendari Area di Patrizio Fariselli e Ares Tavolazzi, e i Dedalus dell’allor giovanissimo Furio Di Castri, saranno rappresentati dalle presenze e testimonianze dei membri originali. Invece un gruppo molto peculiare di fine anni Ottanta è stato ricostituito espressamente per la rassegna: Guitar Madness, tre virtuosi della chitarra elettrica più sezione ritmica, guidati da Fabio Mariani in un concerto che già si annuncia pirotecnico.
Ma anche la scena europea risulta ben rappresentata da due presenze eccellenti: Wolfgang Dauner, il musicista più importante ed eclettico del jazz-rock tedesco degli anni Settanta, e Laurent Cugny, musicista e musicologo, autore di dischi e libri importanti, il più illustre esegeta di Gil Evans e di Miles Davis in Francia. L’affascinante “costola” inglese del jazz-rock incarnata dalla “Scuola di Canterbury” sarà invece rappresentata da David Sinclair, l’eccentrico leader di gruppi storici come i Caravan e gli Hathfield and the North, impegnato in un originalissimo duo.
Un ruolo centrale avranno, nel corso della rassegna, le rivisitazioni in chiave contemporanea del repertorio “classico” del jazz-rock. L’evento più importante è certo l’orchestrazione “da camera” dei capolavori della Mahavishnu Orchestra realizzata dal Radio String Quartet di Vienna. Alla memoria di Miles Davis e di Joe Zawinul è dedicato invece il concerto di Baba Yoga, l’ensemble elettroacustico diretto da Gianfranco Salvatore, che trova la sua anima jazzistica nel sax di Daniele Tittarelli e nella batteria di John Arnold, affidando le ibridazioni elettroniche ed etniche al talento di Danilo Cherni, Arnaldo Vacca e Adriano Lo Giudice. A Zawinul, scomparso pochi mesi fa, sono dedicati anche due “progetti speciali” della rassegna: quello riunito dal virtuoso bassista Pippo Matino con i suoi partner abituali e l’altro, da non perdere, organizzato da Rocco Zifarelli con musicisti di varia nazionalità e presentato alla Stazione Birra.
Inoltre, a uno strumento che ha conosciuto una vera e propria rivoluzione grazie al jazz-rock, il basso elettrico, sarà dedicata la particolare serata “I Sing the Bass Electric” alla Stazione Birra, dove alcuni maestri americani, fra cui Fernando Saunders (partner dei più grandi chitarristi elettrici della storia: John McLaughlin, Jeff Beck, Jimmy Page, Eric Clapton), si avvicendano con il virtuoso italiano Lorenzo Feliciati.
Un grosso rilievo viene dato alla scena contemporanea, per esemplificare le infinite incarnazioni odierne di un’eredità quarantennale. L’attualità del jazz-rock negli Stati Uniti sarà infatti documentata da quattro concerti di straordinario interesse: David Torn, il chitarrista che meglio oggi si muove sperimentalmente tra jazz, rock e world music, con il quartetto “Prezens” condiviso con il sassofonista Tim Berne; la modernissima band dei Kneebody, bandiera di un jazz-rock aggiornato agli anni Duemila e Christian Scott, la giovane stella trombettistica del “Nu Jazz”, col suo quintetto.
A degna conclusione della rassegna, a incarnare la più avanzata eredità di quarant’anni di sperimentazione che hanno visto gli artisti italiani in una posizione di primo piano, si esibiranno i “3cycles” guidati da Maurizio Giammarco con Dario Deidda e John Arnold.
(Gianfranco Salvatore)
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martedì 8 gennaio ore 19
“Prima di Miles: i pionieri del Jazz-Rock”
Ascolti & visioni - Conduce Gianfranco Salvatore
Ingresso libero
giovedì 10 gennaio ore 19
“I Davisiani: Chick Corea e Herbie Hancock”
Ascolti & visioni - Conduce Gianfranco Salvatore
Ingresso libero
venerdì 11 gennaio ore 19
“I Davisiani: John McLaughlin”
Ascolti & visioni - Conduce Gianfranco Salvatore
Ingresso libero
venerdì 11 gennaio ore 21
radio.string.quartet.vienna
“Celebrating the Mahavishnu Orchestra”
Bernie Mallinger violino
Johannes Dickbauer violino
Cynthia Liao viola
Asja Valcic violoncello
Ingresso euro 5
sabato 12 gennaio ore 19
“Miles Davis in person”
Ascolti & visioni - Conduce Maurizio Favot
Ingresso libero
sabato 12 gennaio ore 21
Baba Yoga “Miles Davis 2008”
Gianfranco Salvatore oud, sintetizzatori
Danilo Cherni sintetizzatori, campionamenti
Daniele Tittarelli sax alto e soprano
Adriano Lo Giudice basso
Armando Vacca percussioni etniche
John Arnold batteria elettronica
Ingresso euro 5
domenica 13 gennaio ore 12
Pippo Matino Quartet
Pippo Matino basso elettrico
Peter De Girolamo tastiere
Claudio Romano batteria
Emanuele Cisi sax tenore e soprano
Ingresso euro 5
domenica 13 gennaio ore 19
“I Davisiani: Miles Davis, Joe Zawinul e Wayne Shorter”
Ascolti & visioni - Conduce Gianfranco Salvatore
Ingresso libero
martedì 15 gennaio ore 19
“Il Jazz-Rock Italiano”
Ascolti & visioni - Conduce Gianfranco Salvatore con Maurizio Giammarco
Ingresso libero
mercoledì 16 gennaio ore 19
“Il Jazz-Rock Italiano: i DEDALUS ieri e oggi”
Ascolti & visioni -Conduce Gianfranco Salvatore con Furio Di Castri
Ingresso libero
mercoledì 16 gennaio ore 21
Guitar Madness
Fabio Mariani chitarra elettrica
Alberto Parmegiani chitarra elettrica
Antonio Tosques chitarra elettrica
Antonio De Luise basso elettrico
Pietro Iodice batteria
Ingresso euro 10
giovedì 17 gennaio ore 21
“NYC Scene”
Ed Simon/Scott Colley/Brian Blade
Ed Simon pianoforte
Scott Colley contrabbasso
Brian Blade batteria
Ingresso euro 15
venerdì 18 gennaio ore 22.30 (STAZIONE BIRRA)
“Tribute to Joe Zawinul”
Rocco Zifarelli chitarra
Chander Sardjoe batteria
Linley Marthe basso
Ingresso euro 10
sabato 19 gennaio ore 21
“Il Jazz-Rock Italiano: il PERIGEO ieri e oggi”
Ascolti & visioni - Conduce Gianfranco Salvatore con Dario Salvatori
Partecipano Bruno Biriaco, Franco D’Andrea, Claudio Fasoli, Giovanni Tommaso e Tony Sidney
Ingresso libero
domenica 20 gennaio ore 12
Fidus Band
Massimo Fedeli tastiere e pianoforte
Simone Salza sassofoni
Egidio Marchitelli chitarre
Pierpaolo Ranieri bassi elettrici
Pasquale Angelini batteria
Ivano Fortuna percussioni e voce
Ingresso euro 5
domenica 20 gennaio ore 21
“Il Jazz-Rock Italiano: gli AREA ieri e oggi”
Ascolti & visioni - Conduce Gianfranco Salvatore con Gianpaolo Chiriacò
Partecipano Patrizio Fariselli e Ares Tavolazzi
Ingresso libero
martedì 22 gennaio ore 19
“L’eredità del Jazz-Rock”
Ascolti & visioni -Conduce Gianfranco Salvatore con David Nerattini
Ingresso libero
martedì 22 gennaio ore 21
David Torn “Prezens”
David Torn chitarra elettrica
Tim Berne sassofoni
Craig Taborn fender rhodes, organo
Tom Rainey batteria
Ingresso euro 15
mercoledì 23 gennaio ore 19
“Il Jazz-Rock europeo: la FRANCIA”
Ascolti & visioni - Conduce Gianfranco Salvatore con Laurent Cugny
Ingresso libero
mercoledì 23 gennaio ore 21
Christian Scott Quintet
Christian Scott tromba
Matthew Stevens chitarra
David Bryant tastiere
Joe Saunders contrabbasso
Jamire Williams batteria
Ingresso euro 10
giovedì 24 gennaio ore 19
“JTB Special- I libri sul Jazz/Rock in Italia. Miles, Jaco e gli altri”
A cura di Luigi Onori con Gianfranco Salvatore e altri ospiti
Ingresso libero
venerdì 25 gennaio ore 19
“Il Jazz-Rock europeo: la GERMANIA”
Ascolti & visioni - Con Peter Schulze e Wolfgang Dauner
A seguire concerto di Wolfgang Dauner, pianoforte e Flo Dauner, batteria
Ingresso libero
In collaborazione con il Goethe Institut
venerdì 25 gennaio ore 22.30 (STAZIONE BIRRA)
“Il Jazz-Rock italiano”
James Senese & Napoli Centrale apre CAPOLINEA
James Senese sax e voce
Marco Di Domenico tastiere
Rino Calabritto basso
Freddy Malfi batteria
Ingresso euro 15
sabato 26 gennaio ore 19
“Il Jazz- Rock europeo: la GRAN BRETAGNA”
Ascolti & visioni- Conduce Gianfranco Salvatore con Ernesto Assante
Ingresso libero
sabato 26 gennaio ore 21
Kneebody
Adam Benjamin pianoforte, fender rhodes
Shane Endsley tromba
Kaveh Rastegar basso
Ben Wendel sax tenore
Nate Wood batteria
Ingresso euro 10
domenica 27 gennaio ore 12
Francesco Bruno "Huacapù"
Francesco Bruno chitarra elettrica, synth, ciarango,bouzouki
Iginio De Luca percussioni
Tommaso Carlini batteria
Ingresso euro 5
domenica 27 gennaio ore 22.30 (STAZIONE BIRRA)
“I SING THE BASS ELECTRIC“
Fernando Saunders Band
Arno Troxler: DRUMS
Ricardo Regidor: PIANO
Martin Chabloz: KEYS
Lawrence Lina: GUITAR
Lorenzo Feliciati Quartet
Lorenzo Feliciati: basso
Aidan Zammit: tastiere, pianoforte
Fabrizio Mandolini: sassofoni
Lucrezio de Seta: batteria
Ingresso euro 15
mercoledì 30 gennaio ore 19
“Il Jazz-Rock europeo: la GRAN BRETAGNA”
La scuola di Canterbury - Conduce Gianfranco Salvatore con Aldo De Scalzi
Ingresso libero
mercoledì 30 gennaio ore 21
“Il Jazz-Rock europeo: la GRAN BRETAGNA”
Richard Sinclair /Gianluca Milanese Duo
Richard Sinclair basso elettrico, chitarra elettrica, voce
Gianluca Milanese flauto
Ingresso euro 10
giovedì 31 gennaio ore 21
3cycles
Maurizio Giammarco sassofoni, elettronica
Dario Deidda basso elettrico
John Arnold batteria, percussioni elettroniche, loops
Ingresso euro 10
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