INGRESSO: 35 EURO + DP
Unico concerto italiano in un club e data più a SUD, dopo Udine e Ferrara. Il concerto che abbiamo sempre sognato di fare. Il chitarrista di "Bitches Brew" di Miles Davis a Stazione Birra... per noi un onore stratosferico
John McLaughlin (chitarra), Gary Husband (tastiere), Mark Mondesir (batteria), Hadrien Feraud (basso).
…e la sua chitarra fu con Miles Davis su “Bitches Brew”. Unico concerto italiano in un club (le altre due date a Udine e Ferrara in teatri), occasione irripetibile per gustare questo straordinario quartetto a “portata di mano” in un’acustica eccezionale con il fiammante impianto Electrovoice (mixer Midas in sala e sul palco) di Stazione Birra. Non rischiate di rimanere senza biglietto… lo so che sembra così lontano ma… biglietto acquistato uomo salvato… non dite che non vi avevamo avvertito.
Conosciuto fin dagli anni Settanta, John McLaughlin (Inghilterra, 4 gennaio 1942) è stato un chitarrista di fusion innovativo fin dai tempi della Mahavishnu Orchestra e che ha mantenuto una reputazione altissima grazie al suo talento fenomenale e al suo modo di suonare, molto esigente con se stesso e con gli altri. Cominciò a 11 anni, ispirato dal blues e dallo swing. Negli anni Sessanta arrivarono le prime esperienze lavorative, con Alexis Korner, Graham Bond, Ginger Baker e altri. Per sei mesi suonò anche free jazz con Gunter Hampel. Il suo album, Extrapolation, uscì nel ‘69, seguito da Devotion, frutto di un quintetto creato insieme a Larry Young; del ‘70 è My Goals Beyond, per metà assoli acustici e per metà jam session con musicisti indiani. Trasferitosi a New York nel ‘69 per suonare con The Tony Williams's Lifetime, collabora però anche a due album di Miles Davis, In a Silent Way e Bitches Brew. Nel ‘71 crea la Mahavishnu Orchestra, progetto di grande forza e ricchezza, generalmente etichettato solo come gruppo rock ma rarefatto e aperto all’improvvisazione come solo il jazz sa essere. Purtroppo nel ‘73, dopo tre album fondamentali (The Inner Mounting Flame, Birds of Fire e Between Nothingness and Eternity), l’esperienza si esaurisce. McLaughlin incontra Carlos Santana, con cui incide un album profondamente spirituale influenzato da John Coltrane, e nel ‘74 ricostituisce la Mahavishnu Orchestra. Di nuovo, nonostante l’ingresso di Jean-Luc Ponty, il progetto si sfalda e nel ‘75 si scioglie per la seconda volta. John McLaughlin a questo punto sorprende tutti cambiando radicalmente direzione: passa alla chitarra acustica e crea un nuovo gruppo, Shakti, con cui suona musica indiana. L’impatto sul panorama musicale dell’epoca è fortissimo e l’esperienza va avanti tre anni. Da allora McLaughlin è passato più volte dalla chitarra elettrica all’acustica e viceversa; ha formato la One Truth Band; ha suonato in trio con Al DiMeola e Paco De Lucia; è comparso inaspettatamente in incisioni di Miles Davis negli anni ‘80; ha sperimentato una terza versione della Mahavishnu Orchestra; ha registrato un omaggio introspettivo e inatteso al pianista Bill Evans e, finalmente, nel ‘93 è ripartito in tour con un trio di jazz lieve e allegro insieme a Joey De Francesco e al batterista Dennis Chambers. Gli anni ’90 lo vedono omaggiare Bill Evans con TIME REMEMBERED e di nuovo Coltrane con AFTER THE RAIN insieme al batterista Elvin Jones, mentre in THE PROMISE è affiancato da Jeff Beck. A cavallo tra gli anni ’90 e l’inizio del terzo millennio si registra la ripresa del progetto Shakti, con un quartetto indiano che rivede John affiancato dal suonatore di tablas Zakir Hussain, in contrapposizione alla fusion di un sestetto con dei moderni jazzisti come Gary Thomas e Tennis Chambers. Quella di John McLaughlin è stata una carriera estremamente produttiva le cui tracce sono reperibili nelle registrazioni edite da Marmalade, Dawns, Douglas International, Columbia, Warner Bros. e Verve.